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Novita

25/01/2010

GIORNATA DELLA MEMORIA

 

In occasione del Giorno della Memoria, la libreria La Maria del porto consiglia alcuni testi sul doloroso tema della Shoah.

«Voi che non eravate sotto il cielo di sangue», dice Wiesel in Parole di straniero, «non saprete mai cos’era. Anche se leggete tutte le opere, anche se ascoltate tutte le testimonianze, resterete dall’altra parte del muro; non vedrete l’agonia e la morte di un popolo se non da lontano, come attraverso lo schermo di una memoria che non è la vostra».

Eppure, «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono essere nuovamente sedotte ed oscurate: anche le nostre.

Meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti», ammoniva Primo Levi.

 

Ecco le nostre proposte:

 

  • Aharon Appelfeld, UNA VITA INTERA, trad. di E. Loewenthal, Guanda, pp. 252, € 16 (romanzo): La separazione dalla madre ebrea convertita rivela a una bambina la sua appartenenza. Il viaggio reale e morale della piccola Helga alla ricerca delle proprie radici ebraiche. «Uno strano modo di narrare la tragedia: tra il ritmo di una salmodia e la vibrazione del sogno» (M. Morazzoni, Ttl della Stampa).

 

  • Boris Pahor, UNA PRIMAVERA DIFFICILE, trad. di M. Urdih Merkù, Zandonai, pp. 333, € 18 (romanzo) : Un romanzo autobiografico dell’autore di Necropoli: lo sloveno Radko Suban, internato in un campo nazista per motivi politici, ritorna faticosamente alla vita dopo la barbarie. Nella quiete di un ospedale parigino il ricordo delle bestialità subìte lo tormenta. L’amore contrastato e incerto di una giovane infermiera favorisce una nuova difficile consuetudine con la normalità.

 

  • Marco Patricelli, IL VOLONTARIO, Laterza, pp. 303, € 20 (saggio storico): L’appassionante storia di Witold Pilecki, il tenente di cavalleria polacco a cui si deve il primo rapporto esaustivo sull’inferno di Auschwitz. Fattosi rinchiudere volontariamente nel campo di sterminio per poter riferire agli Alleati sul lager nazista, fu poi giustiziato come «agente imperialista» dal regime stalinista.

 

  • Theodore Hamerow, PERCHE’ L’OLOCAUSTO NON FU FERMATO, trad. di U. Mangialaio, Feltrinelli, pp. 593, € 28 (saggio storico): Proprio come il notissimo saggio della Arendt aveva illuminato la «banalità del male», ossia la zelante efficienza burocratica su cui si reggeva l’inferno concentrazionario, così Hamerow porta alla luce «la vischiosità – fatta di prudenza, inerzie per non inimicarsi l’elettorato, egoismi di corporazioni e lobby – su cui camminano le relazioni tra gli Stati» (G. Boatti, Ttl della Stampa). Perché Europa e Usa furono prudenti e colpevolmente inerti di fronte all’orrore.

 

  • Zygmunt Bauman, MODERNITA’ E OLOCAUSTO, trad. di M. Baldini, Il Mulino, pp. 280, € 12 (saggio sociologico): Bauman compie una spietata analisi di quanto accadde nei campi di sterminio, dimostrando che l'olocausto è inestricabilmente connesso alla logica della modernità così come si è sviluppata in Occidente. La razionalizzazione e la burocratizzazione tipiche della civiltà occidentale sono state condizione necessaria del genocidio nazista: esso fu l'esito dell'incontro fra lo sconvolgimento sociale causato dalla modernizzazione, con il suo portato di angosciose insicurezze, e i poderosi strumenti di ingegneria sociale creati dalla modernità stessa.

 

  • Daniela Padoan, COME UNA RANA D’INVERNO. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz, Bompiani, € 8: Questo libro, articolato in tre conversazioni con Liliana Segre, Goti Bauer e Giuliana Tedeschi - italiane deportate ad Auschwitz e prigioniere nel campo femminile di Birkenau nel 1944 - mette in luce la specificità dell’esperienza femminile nella prigionia e nella testimonianza. «Le donne sono maglie», dice Giuliana Tedeschi, «se una si perde, si perdono tutte».

 

Bibliografia a cura di Milena Cannillo

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