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Recensioni

A Nudo

di Rupert Thomson

Editore: Passigli

Anno: 2004

Pagine: 286

Prezzo: € 14,46

Un capolavoro di ossessività psichica. Così definirei l'ultimo lavoro di R.Thomson.
"A Nudo" si presenta, infatti, come un romanzo in cui le vicende del personaggio sono affrontate assumendo come punto di vista la sua anima, combattuta tra la violenza subita dalle secondine e il senso di colpa patito a causa della consapevolezza di non aver saputo opporre una reale e valida resistenza agli avvenimenti. Thomson riesce a rendere reali le vicende interiori del protagonista con una prosa asciutta ma dal forte impatto emotivo che non si lascia mai trasportare da inutili ed eccessivi particolarismi; una prosa semplice, efficace, che utilizza costrutti elementari. Alle volte, un periodo, seppur molto breve, può costituire la chiave di volta della vicenda narrata. Anche i paesaggi(le cui decrizioni in molti romanzi fanno perdere il senso del narrato) vengono dipinti da una semantica che riesce a fondere i sentimenti del protagonista con l'aspetto inquieto ,immobile e tenebroso della natura; infatti, in essa si specchia a tal punto l'Io di Mark, che si viene a creare una corrispondenza metafisica tra l'uno e l'altra, nel senso che solo nella natura egli riesce a trovare uno sfogo alla sua angoscia. L'autore dà voce all'anima permettendole di esprimere desideri, emozioni, sensi di colpa, paure, sentimenti di vergogna ma anche stupendi ricordi. A tal fine lo strumento privilegiato di cui Thomson si serve, è il discorso indiretto che riesce a mostrarci l'Io interno e il suo relazionarsi agli avvenimenti e agli individui che si alternano nel suo dramma esistenziale.
Personalmete ritengo che Thomson sia un grande scrittore e che sia uno dei pochi narratori capaci di scolpire nell'animo del lettore il concetto di "languore", inteso come abbandono dei sensi alla travolgente fisicità della passione. Sarebbe sufficiente, per averne un esempio, scorrere la descrizione dell'amplesso del protagonista con la sua prima compagna, Brigitte, per essere catapultati in una dimensione di incoscienza sensoriale.

 

Recensito da Giuseppe Gargano

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